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Una nuova direttiva per migliorare l’accesso e la qualità dell’acqua potabile

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Una nuova direttiva per migliorare l’accesso e la qualità dell’acqua potabile

Qualche settimana fa, il Parlamento Europeo in seduta plenaria ha approvato uno schema di direttiva volta a migliorare la qualità dell’acqua potabile e promuovere l’uso dell’acqua del rubinetto.

Parte della direttiva prende spunto da un’Iniziativa dei cittadini europei lanciata nel 2013 che si chiama “Right2Water” con la quale si chiedeva alle istituzioni europee di riconoscere formalmente l’accesso all’acqua potabile come diritto umano fondamentale.

Ed infatti, nella proposta di direttiva votata dal Parlamento il diritto all’acqua è stato inserito nell’articolo 1, in cui viene appunto spiegato che l’obiettivo della direttiva è quello di «assicurare l’accesso universale» all’acqua pubblica.

Tra i principali obiettivi troviamo: l’aggiornamento dei parametri di qualità delle acque, la promozione del consumo dell’acqua del rubinetto, la riduzione dei veleni, la diminuzione degli imballaggi in plastica.

Vi sono poi ulteriori novità inserite nel provvedimento ovvero: la possibilità che l’acqua del rubinetto debba essere fornita gratuitamente, o comunque a basso costo, nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione; l’innalzamento delle soglie massime per alcuni inquinanti come il piombo (il cui livello è stato dimezzato) e i batteri nocivi; l’introduzione di limitazioni per taluni interferenti endocrini; il monitoraggio dei livelli di microplastica.

Inoltre, gli Stati membri devono garantire l’accesso universale all’acqua pulita e migliorare l’accesso all’acqua nelle città e nei luoghi pubblici, attraverso la creazione di fontane gratuite, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico e proporzionato all’esigenza di tali misure.

I Membri del Parlamento hanno anche sottolineato la necessità che gli Stati membri identifichino le persone che non hanno accesso all’acqua o ne hanno un accesso limitato e valutino i modi migliori per aiutarli.

Secondo la Commissione europea, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie europee a risparmiare oltre 600 milioni di euro all’anno. Inoltre, grazie alla maggiore fiducia nell’acqua di rubinetto, i cittadini possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dall’acqua in bottiglia, compresi i rifiuti marini.

Ora la palla passa quindi al Consiglio che dovrà valutare se approvare la posizione del Parlamento.

 

Manuela Giacomini