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Un altro allevamento degli orrori. La denuncia di Animal Equality

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Un altro allevamento degli orrori. La denuncia di Animal Equality

On July, our Law Firm have submitted a criminal complaint on behalf Animal Equality Italy, an international animal welfare association, against the owner of a pig farm in Italy.

The complaint was submitted after the release on the Italian TV of a video investigation carried out by Animal Equality Italy inside this farm, which has shown the cruel, unhygienic and overcrowded conditions in which the pigs lived, surrounded by cockroaches, rats and the bodies of dead piglets.

Currently, the competent authorities are examining the case.

A seguito di un’inchiesta all’interno di un allevamento di suini nel bresciano, condotta dall’associazione di protezione animale Animal Equality Italia con il supporto del giornalista Rai Piergiorgio Giacovazzo, le cui immagini – terribili – sono andate in onda sul Tg2 a fine luglio, l’associazione ha dato mandato al nostro studio legale di presentare un esposto-denuncia contro il proprietario dello stabilimento.

Dalle immagini, infatti, è possibile innanzitutto vedere le condizioni igienico-sanitarie della struttura a dir poco allarmanti, poiché si può chiaramente notare la presenza di polvere e ragnatele accumulate in anni di incuria, nonché sporcizia ed escrementi di roditori dappertutto.

I suini sono per lo più ammassati in spazi angusti, sovraffollati, infestati da topi e blatte e ricoperti delle loro stesse feci (di cui sono piene anche le mangiatoie). Molti di essi riportano gravi e profonde ferite, ernie, cisti ed escrescenze e non sembrerebbe essere stata data alcuna assistenza e/o soccorso dagli operatori né cure da parte di veterinari, tanto che in alcuni casi gli animali vengono lasciati ad agonizzare a terra fino alla morte per inedia o per mancanza di cure.

La maggior parte dei maiali poi presenta il taglio della coda (cd caudectomia) che, in base al D.Lgs. n. 122/2011 – che attua la direttiva 2008/120/CE – che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini confinati in azienda per l’allevamento e l’ingrasso, può essere effettuato solo in via eccezionale (e mai routinaria): “soltanto ove sia comprovata la presenza di ferite ai capezzoli delle scrofe o agli orecchi o alle code di altri suini. Prima di effettuare tali operazioni si devono adottare misure intese ad evitare le morsicature delle code e altri comportamenti anormali tenendo conto delle condizioni ambientali e della densità degli animali. E’ pertanto necessario modificare condizioni ambientali o sistemi di gestione inadeguati”.

Inoltre, sono presenti resti e carcasse abbandonate di animali adulti e cuccioli (anche mummificate) sia nei corridoi della struttura a contatto con i loro simili vivi, sia nelle celle frigorifere non funzionanti.

Le scrofe allattanti sono chiuse nelle gabbie di gestazione di dimensioni così ridotte che non possono muoversi né alzarsi per prendersi cura dei propri piccoli con la conseguenza che queste spesso schiacciano i cuccioli uccidendoli.

Infine, all’esterno dell’allevamento sono presenti sversamenti di liquami e quello che sembrerebbe essere un deposito di rifiuti.

Ciò che è emerso dall’inchiesta, quindi, è allarmante non solo per quanto riguarda il benessere degli animali ma anche sotto il profilo della sicurezza alimentare (e degli effetti nocivi prodotti nei confronti dei consumatori) e della tutela dell’ambiente.

Pertanto, abbiamo provveduto a depositare un esposto-denuncia nei confronti dei soggetti responsabili delle condotte sopra descritte presso la competente Procura della Repubblica di Brescia il quale è attualmente al vaglio delle autorità competenti.

Tra l’altro non è la prima volta che ci occupiamo di “allevamenti degli orrori”. Nel 2016, infatti, avevamo depositato un esposto-denuncia per conto dell’associazione animalista ENPA nei confronti dell’azienda leader del settore avicolo Amadori a seguito del servizio andato in onda nel corso della trasmissione televisiva Report ove venivano mostrate alcune riprese di quanto avviene all’interno del principale allevamento di suini e polli destinati al consumo umano di proprietà dell’azienda Amadori, sito in Emilia Romagna, che testimoniano le gravissime condizioni nelle quali vengono allevati tali animali. Il procedimento penale che è nato a seguito della presentazione di tale esposto è ancora pendente in fase di indagini.

Manuela Giacomini