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Per chi suona la campana? L’Europa è adesso.

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Per chi suona la campana? L’Europa è adesso.

L’Europa è nata dagli orrori della seconda guerra mondiale, provocati dall’uomo.
Sognata da intellettuali visionari, Mazzini fu tra questi, Spinelli, Colorni, Hirschman e Rossi razionalizzarono il sogno, grandi leader europei le dettero vita: Adenauer, Schuman, Delors, De Gasperi. Morti senza eredi?
Ricostruire sistemi economici distrutti e valori di civiltà devastati oltre ogni limite fu l’obiettivo.

L’economia non era l’unico scopo, non poteva esserlo in un sistema basato sulla fiducia reciproca che, inesorabilmente, ne costituisce il fondamento come anche i più freddi economisti insegnano. Le aspettative creano realtà (Keynes), anche nella dimensione poco romantica del denaro.

La prima guerra mondiale del terzo millennio è in corso. Non è causata direttamente dall’uomo, provoca orrori di diversa e meno cruenta natura ma genera ansia e paure ancor più subdole e diffuse, non consentendo di vedere il nemico, se non negli effetti che produce, né la fine del percorso, colpisce potenzialmente tutti senza distinzioni di censo, religione o nazionalità, potrà avere effetti economici e sociali ancor più devastanti di quelli provocati dalle guerre dello scorso secolo.

E’ scontato che non se ne esce da soli ed è scontato che strumenti nuovi per reagire debbono essere creati. Dal vaccino per la cura, agli strumenti economico finanziari per la ripartenza.

In questo contesto, ragionando sull’Europa, l’Italia è, al momento, uno dei Paesi più colpiti. Tuttavia nessuno è immune e, in ogni caso, il tracollo italiano non lascerebbe gli altri nel comodo ruolo di spettatori non coinvolti. Neppure i più convinti ed austeri sovranisti nordici potrebbero poi sostenere, non in questo caso, che i gaudenti popoli mediterranei se la sono cercata spendendo troppo e male in generi voluttuari.

Riassumo a me stesso in termini semplici, da giurista e non da economista, l’attuale “arsenale” economico di cui il sistema della zona Euro dispone:
1. Il Quantitative Easing (QE) lanciato dall’allora Governatore della BCE Mari Draghi, strumento monetario per stimolare l’inflazione e non certo per estendere la possibilità di indebitamento degli Stati, è stato prezioso per ridurre il costo del nostro debito pubblico attraverso l’acquisto di titoli del medesimo. Non dimentichiamo peraltro che tali acquisti non potevano privilegiare un singolo Paese e che la quota dell’Italia era il 13,8%. Mantenere attivo il QE è certamente utile a contenere il costo di ulteriore debito ma non risolverebbe minimamente il problema del debito in sé. Neppure se la quota degli Stati più colpiti venisse alzata.
2. Il MES prevede due tipologie di intervento:
• L’Enhanced Condition Credit Line che presuppone uno stato di gravissima crisi del Paese richiedente, cui può essere concessa una linea di credito ( Outhright Monetary Transaction- OTM) subordinata a pesantissime limitazioni alla sovranità politica ed economica nazionale, attraverso la firma di un Memorandum Of Understanding (MOU). Di fatto un commissariamento sul modello sperimentato in Grecia,
• Il Precautionary Conditioned Credit Line che non prevede la firma di un MOU ed il contestuale commissariamento ma che presuppone che il Paese richiedente, pur in difficoltà contingenti, non presenti squilibri eccessivi e vulnerabilità negli ultimi due anni rispetto ai parametri UE.
Così stando le cose, l’Italia non potrebbe accedere a questo secondo strumento neppure se volesse. Restando solo aperta la finestra di una sua revisione almeno temporanea in coordinamento con la decisione, già positivamente presa dalla Commissione UE, di sospendere il Patto di stabilità e crescita permettendo così ai singoli Stati di indebitarsi oltre il tetto consentito (di cui siamo al limite).
Quanto al primo strumento MES, sarebbe un vero crimine contro l’umanità, privare della libertà decisionale un Paese non per il fatto di aver provocato la propria crisi a causa di condotte “dissolute” o gravemente incompetenti, ma per il fatto di essere stato colpito da una catastrofe naturale incolpevole.
Evidente che questi strumenti debbono essere immediatamente adattati ad una realtà imprevista ed imprevedibile allorché furono scritti .
3. Vale anche la pena di ricordare che, nell’arsenale esistente, vi è anche uno strumento (TLTRO) di finanziamento delle banche nazionali da parte della BCE a tasso 0 o vicino allo 0, fatto per mantenere liquido il sistema e farne ricadere il beneficio sull’economia reale. Senza ignorare tuttavia che tali linee di credito presuppongono una garanzia collaterale in titoli di Stato (i nostri BTP).
Ciò detto, questi strumenti, peraltro da adattare alla straordinarietà del momento, possono far spendere quanto occorre sull’emergenza attuale e derivata, ma non possono in alcun modo limitare gli effetti di un sensibile, ulteriore indebitamento pur incolpevole e necessitato. Questo è il problema del tutto nuovo ed il punto cruciale è il seguente: fermo il fatto che ciascun Paese continua a rispondere del proprio debito pregresso, è ragionevole pensare sia equo e utile a tutti Paesi membri che i nuovi debiti “incolpevoli” maturati per l’emergenza sanitaria e per i costi della ripresa delle aree UE più colpite possano rappresentare un debito europeo.

E’ solo volgarmente utilitaristico affermare che tale ripresa è nell’interesse economico di tutti e che il tracollo di Italia, Spagna, Francia……non lascerebbe indenni neppure Olanda, Austria e Germania?

E’ compito dello Stato proteggere i cittadini e l’economia contro shocks di cui il settore privato non è responsabile e che non è in grado di assorbire.

E’ compito dell’Europa proteggere i propri membri contro shocks di cui non sono responsabili e che non sono in grado di riassorbire da soli.

Il tema degli Eurobond, anch’esso non nuovo, si ripropone adesso in ultima istanza ed in termini inediti. Non chiamiamoli, vi prego, Corona Bond. Diamo loro una denominazione positiva per i cittadini europei, spieghiamo che nessuno pensa di trasferire all’Europa il proprio debito pregresso ma che per salvare la vita delle persone e l’economia del continente e di tutti i suoi membri occorre una condivisa e razionale scelta, limitata ma essenziale.
Se poi il timore, non detto ufficialmente, di qualcuno è che le risorse generate dai Bond di scopo (sanità e ripresa delle attività economiche entrate in crisi a causa dell’epidemia) vengano furbescamente indirizzate ad altri fini dai soliti noti, staremmo parlando d’altro. E’ chiaro che l’utilizzo di queste risorse dovrà essere rigorosamente controllato a livello europeo e tracciato in contabilità separata al medesimo livello. Le frodi in questo ambito non possono essere escluse ed è giusto e doveroso prevenirle e punirle. Non dimentichiamo che la Procura Europea sarà operativa entro questo anno e che uno o più reati specifici possono essere aggiunti alla sua competenza.

Non è altruismo o, almeno, non è solo quello. Vogliono i Paesi UE che si oppongono a questa nuova e straordinaria misura rischiare non solo di averne bisogno, magari dopo di noi, o di vedersi esportato in casa propria l’inevitabile e anch’esso inarrestabile virus del disordine politico e sociale che ha sempre e ovunque trovato (non solo in Italia ieri ed oggi, ma anche in Germania nella storia recente) demagoghi irresponsabili pronti a aizzarlo e a cavalcarlo?
Vogliono che pochi meritori aiuti ad alto valore simbolico, cinesi, russi o cubani che siano, in un momento di stress straordinario delle persone, regalino a poco prezzo importanti Paesi europei non già ai loro eventuali intenti speculativi ma a nuove sudditanze internazionali contro natura?

Cari Leaders europei la nostra solidarietà è davvero necessaria e non costa quanto costerà il conto che dovrete pagare non esercitandola. Guardate oltre il vostro cortile nazionale, siate ambiziosi e cercate di essere eredi dei Padri fondatori.
Sarete comunque menzionati nei libri di storia, come dipende solo da Voi.

Avv. Giuseppe M. Giacomini

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