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Le denunce dell’Ente Nazionale Protezione Animali contro Amadori: pratiche scorrette e profili penali.

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Le denunce dell’Ente Nazionale Protezione Animali contro Amadori: pratiche scorrette e profili penali.

On 19th October, Conte&Giacomini’s Lawyers went in Rome to participate to a meeting about the animals’ welfare that was organized by one of the most important Italian animal welfare association (ENPA) and was sponsored by the Italian Senate. During this meeting, the Lawyers illustrated a criminal complaint and a complaint about unfair business-to-consumer commercial practices, which were submitted on behalf the ENPA against one of the biggest Italian livestock farming.

The complaints were submitted after a report on the Italian TV presented by the journalist Sabrina Giannini  showing the tragic conditions of the animals in such a farm. 

In particular, the pigs were in a place that presented terrible hygienically conditions, and they were seriously wounded due to the bites of several rodents and to the cages in which they were closed. Moreover, the workers were filmed while they kicked and urinated on the chickens.

Furthermore, the journalist found in the garbage many empty boxes of antibiotics.

Currently, the competent Authorities are examining the complaints.

 

Il 19 ottobre scorso, all’interno dell’eventoFestival#Animali organizzato dall’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) con il patrocinio del Senato della Repubblica presso la Macro Factory di Roma, gli Avvocati Giuseppe Giacomini, Manuela Giacomini, Greta Demartini e Daniele Venturini, hanno illustrato il contenuto della denuncia all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato e dell’esposto-denuncia penale che hanno presentato a favore dell’ENPA contro la Società Amadori.

Tali denunce, infatti, sono state presentate a seguito delle terribili immagini andate in onda il 29 maggio u.s. su RaiTre all’interno della trasmissione televisiva “Report”, dedicata al tema dell’abuso di antibiotici negli allevamenti intensivi e, di conseguenza, alla resistenza dei batteri agli antibiotici stessi.

In particolare, nell’ambito del servizio sono state mostrate alcune riprese di quanto avviene all’interno del principale allevamento di suini e polli destinati al consumo umano di proprietà dell’azienda Amadori, sito in Emilia Romagna, che testimoniano le gravissime condizioni nelle quali vengono allevati tali animali.

Dalle immagini girate in tale luogo, al cui ingresso è affisso un cartello “Zona protetta in biosicurezza” – termine volto ad indicare l’insieme di strategie, mezzi e procedure gestionali atti a prevenire o limitare l’introduzione e la diffusione di rischi biologici e chimici e quindi di malattie e stati patologici del bestiame, oltre che rischi per l’ambiente e per la salute umana – è emerso uno scenario allarmante che ha dimostrato esattamente il contrario rispetto a quanto indicato all’entrata.

Ed infatti, oltre a mostrare una condizione igienico-sanitaria allarmante, si potevano notare decine di roditori girare liberamente addosso ai suini i quali sono in evidente stato di sofferenza e riportano gravi e profonde ferite, escoriazioni ed escrescenze, riconducibili agli spazi ristretti e sporchi nei quali sono relegati ed ai morsi dei topi. Inoltre, sono presenti numerose confezioni di antibiotici vuote in un cestino.

Successivamente, vengono mostrate alcune riprese relative alla parte dell’allevamento dedicato ai polli, i quali subiscono maltrattamenti gravi, crudeli e gratuiti da parte di alcuni addetti dell’azienda, tra cui uno che gli urina addirittura addosso.

Come noto, Amadori è uno dei principali leader nel settore agroalimentare italiano, specialista del settore avicolo. L’azienda si presenta al pubblico dei consumatori come un modello leader nell’alimentazione di qualità, che viene dichiarata obiettivo imprescindibile della loro strategia, insieme all’affidabilità dei prodotti e dei sistemi di produzione.

La pubblicità del Gruppo, come si può evincere dal sito internet, è volta a far emerge una particolare attenzione per il benessere degli animali e l’adozione di tecniche e soluzioni avanzate, con allevamenti che si troverebbero principalmente in zone di campagna e sarebbero strutturati per garantire le migliori condizioni climatiche e permettere agli animali di muoversi liberamente.

A garanzia di quanto sopra, Amadori avrebbe definito un puntuale sistema interno di monitoraggio e controllo, con l’obiettivo di limitare e ridurre l’utilizzo degli antibiotici.

Alla luce della trasmissione Report, che ha fornito prove evidenti e certe delle gravi condizioni esistenti in almeno uno degli allevamenti Amadori, risulta lampante che la presentazione del Gruppo al pubblico dei consumatori è totalmente scorretta e che la qualità dei prodotti non rispecchia per nulla le caratteristiche pubblicizzate.

Tali pratiche ingannevoli inducono inevitabilmente in errore un consumatore medio che, sia a parità di prezzo sia presumibilmente anche in caso di prezzo più elevato, preferisce un prodotto “di qualità, sano, sicuro e fresco”, tracciato secondo criteri di verifica interni all’azienda e derivante da allevamenti ove sia garantito il benessere animale e l’uso limitato degli antibiotici.

Ed ancora, il quadro emerso dal servizio di Report è risultato allarmante sotto il profilo della sicurezza alimentare e, quindi, degli effetti nocivi prodotti nei confronti dei consumatori.

Pertanto, con segnalazione del 3 agosto u.s., i legali dello studio Conte & Giacomini hanno denunciato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Direzione Generale per la Tutela del Consumatore) la violazione della normativa comunitaria e nazionale sulla tutela del consumatore, ed in particolare degli artt. 20, 21 comma 1 lett. b) e comma 3 del codice del Consumo, richiedendo altresì l’adozione degli opportuni provvedimenti d’urgenza nei confronti delle condotte poste in essere da Amadori, che appaiono dannose dal punto di vista della sicurezza alimentare dei consumatori.

Inoltre, il 9 agosto u.s. abbiamo presentato un esposto-denuncia presso la competente Procura della Repubblica di Forlì per tali condotte e, in particolare, per i reati di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura ex art. 727 c. 2 c.p. e per maltrattamento di animali ex art. 544 ter c.p.

Essendo poi evidente come la situazione dell’allevamento di proprietà dell’azienda Amadori ispezionato durante il servizio di Report sia grave, sia per il benessere degli animali ivi presenti che per la salute dei consumatori(anche alla luce dei ritrovamenti fatti dalla giornalista di un’ingente quantità di confezioni vuote di antibiotici nei luoghi visitati),abbiamo chiesto di verificare la possibilità del configurarsi di fattispecie di reato contro la salute pubblica.

Infine, abbiamo chiesto alla Procura di verificare se, considerata la gravità delle immagini mostrate dalla trasmissione Report, ci sia stata una qualche omissione – di natura dolosa e/o colposa – nello svolgimento dei controlli che le autorità sanitarie territorialmente competenti avrebbero dovuto compiere in base a quanto stabilito dall’art. 4 del DLgs. 146/200, dall’art. 6 del D.Lgs. 122/2011 e dall’art. 5 del D.Lgs. 181/2010 per verificare le effettive condizioni in cui versano gli animali presenti negli allevamenti.

Le sopra citate denunce sono attualmente al vaglio delle autorità competenti e sarà nostra cura tenervi informati sul loro esito nei prossimi numeri della nostra newsletter.