segreteria@contegiacomini.net

Inviaci una mail

+39 010 83 15 280

Chiamaci per una consulenza

Facebook

Search

La fattura elettronica, origini e novità

Conte & Giacomini Avvocati > Generale  > La fattura elettronica, origini e novità

La fattura elettronica, origini e novità

In accordance with the financial law established in 2008, the European Union has encouraged its member States to apply the electronic invoicing. Therefore, from January 1st 2019 this new system will enter into force in Italy.

Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche. L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale (operazioni B2C, cioè Business to Consumer).

Le origini.

La fattura elettronica è stata introdotta con la legge finanziaria 2008, nell’ambito delle linee di azione dell’Unione europea, per incoraggiare gli Stati membri a dotarsi di un adeguato quadro normativo, organizzativo e tecnologico per gestire in forma elettronica l’intero ciclo degli acquisti.

In Italia, a partire dal 31 marzo 2015, è divenuto obbligatorio fatturare elettronicamente nei confronti delle pubbliche amministrazioni italiane.

Tre anni a seguire, precisamente lo scorso 16 aprile 2018, è stata emessa dal Consiglio la Decisione di esecuzione UE n. 2018/593 , successivamente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’unione Europea. Tale Decisione ha dato avvio formale all’introduzione della e-fattura nel nostro Paese in quanto ha autorizzato ad introdurre la “misura speciale di deroga” agli articoli 218 e 232 della Direttiva 2006/112/Ce relativa al sistema comune dell’Iva.

Alla luce di tale importante conferma, sono state introdotte le misure inserite nella Legge di bilancio 2018 che fissano l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati dal 1 gennaio 2019, oltre alla richiesta di anticipare al 1 luglio 2018 la fatturazione elettronica per chi effettua cessioni di benzina e gasolio e prestazioni verso subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese, nel quadro di un contratto di appalto di lavori e servizi stipulato con la PA.

Il Decreto Legge 23 ottobre 2018, n. 119

Il Decreto fiscale appena approvato e pubblicato in Gazzetta ufficiale, al capitolo “Disposizioni di in materia di semplificazione fiscale”, ha inserito delle importanti novità in merito all’obbligo di e-fatturazione che debutterà il 1° gennaio 2019. A partire da tale data, infatti, tutte le fatture emesse a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia dovranno essere elettroniche.

Esoneri – Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111) e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” (di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190). A tali categorie di operatori si possono aggiungere i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Funzionamento –  L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti titolari di partita Iva l’SDI, Sistema di Interscambio, ovvero un software installabile su PC per la predisposizione della fattura elettronica. Tale sistema, in teoria di facile funzionamento, fa si che il soggetto emittente (esercente dell’attività economica) invii la fattura elettronica in formato XML al soggetto destinatario passando attraverso il sistema SDI dell’Agenzia delle Entrate che controlla e fornisce un responso sull’esito del format e dell’esito dell’invio della e-fattura.

La critica del Garante della Privacy

Tuttavia, lo scorso 18 novembre il Garante della Privacy ha bocciato il progetto di fatturazione elettronica presentato dall’Agenzia delle Entrate. Il nuovo obbligo presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione, il Garante ha rilevato una serie di criticità: in primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Ulteriori problemi sorgono con la scelta dell’Agenzia delle Entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore. Infine, anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI (sistema di interscambio) e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano problemi per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.

Ciò detto, l’Agenzia delle Entrate, nonostante le critiche, ha comunque deciso di non prorogare l’introduzione della fatturazione elettronica.  Non si esclude però che qualche modifica in vista possa esserci, come l’esclusione dall’obbligo di alcune categorie professionali.

Riflessione

Alla luce di quanto sopra, viene spontaneo chiedersi quanto sarà facile per i competitor di grandi aziende entrare in possesso non solo dei dati delle fatture emesse ma anche di quelle ricevute. Di conseguenza, l’avere a disposizione questi dati agevolerà la ricostruzione del modello di business e la possibilità di attaccarlo.

Dott.ssa Giulia Di Giovanni – Studio Commercialista Di Giovanni