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Eventi meteorologici straordinari: lo studio Conte & Giacomini ottiene un importante risultato nel processo per l’alluvione di Genova del 4/11/2011.

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Eventi meteorologici straordinari: lo studio Conte & Giacomini ottiene un importante risultato nel processo per l’alluvione di Genova del 4/11/2011.

The article of Sole 24 Ore entitled “Extraordinary events: Mayors overexposed and with few resources”, written by Veronica Nicotra, General Secretary of National Italian Municipalities Association, is the outcome of the trial held before the Court of Genoa – concerning charges of unintentional disaster, unintentional homicide of six people and public misrepresentations – with regard to the flood occurred in Genoa on  November  4th, 2011.

Conte & Giacomini Law Firm was assigned (in 2012) to represent Mr Sandro Gambelli, the director of the Civil Protection Department of the Municipality of Genoa in 2011, who had been investigated and subsequently charged for the accusations listed above.

Since the beginning the defensive strategy was directed to demonstrate which were MrGambelli’s powers and duties, with regard to the activities done prior to thedisaster (the days preceding the flood, when the Municipality of Genoa had decided to leave the schools open) and  operated the day of the event on  November 4th, 2011, also underlining that MrGambelli had performed everything was in his power in order to avoid the disaster or – at least – to limit its dramatic consequences.

After one year and half of investigations, the preliminary hearing andtwo years of hearings, the Court of Genoa (Dr. Adriana Petri) acquitted – on November11Th, 2016 – Mr. Sandro Gambelli from the charges of unintentional disaster and unintentional homicides, as he had not committed these crimes.

The formula used for MrGambelli’s acquittal (“the fact has not been committed by the indicted”) is included in the article n. 530 paragraph 1 of the Italian Criminal Procedure Code, among the best and most extended acquittal formulas.

As reported by the Secretary General of National Italian Municipalities Association, our opinion as Criminal Lawyers is thatthe issue of criminal liability of Mayors and Directors of the municipalitiesrelated to extraordinary weather events will be object of debates and discussions for a very long period.

It is a matter of fact that:

  • In the last few decades, the climate change has led to sudden and violent weather events – typical of tropical regions –also in areas of the planet which previously had mitigated andstable climates (like the south side of Europe);
  • The meteorological science can predict with precision the time of rainfall events, but not their actual intensity and location;
  • With regard to serious calamitous events of natural origin, the new public opinion always asks to identify human responsibilities (the theme is extremely complex and cannotbe faced here; it is anyways possible to point out that the issue is not only purely legal, but also psychological, ethical, economic etc.).

E’ un fatto che gran parte del territorio nazionale sia soggetto a dissesto idrogeologico ed al conseguente rischio per l’incolumità delle popolazioni: si tratta del territorio ricompreso nell’87 % dei Comuni italiani.

Lo rivela (ma il dato non è nuovo) il Sole 24 Ore con un articolo apparso lo scorso 2 dicembre, in cui si evidenziava l’esistenza di circa settanta (70) procedimenti penali (pendenti nel periodo 2014-2015) relativi ad emergenze di protezione civile, a carico di duecento (200) persone tra sindaci, amministratori, dipendenti comunali etc.

L’articolo del Sole 24 Ore (dal titolo “Eventi straordinari: sindaci sovraesposti e con poche risorse” a firma di Veronica Nicotra, Segretario generale dell’ANCI) scaturisce dall’esito del processo che si è tenuto davanti al Tribunale di Genova, con riferimento alle imputazioni di disastro colposo e omicidio colposo di sei persone, derivanti dall’alluvione avvenuta il 4/11/2011 in Genova, oltre che ad alcune ipotesi di falso ideologico.

Lo studio Conte & Giacomini è stato incaricato (già nel 2012) della difesa dell’Ing. Sandro Gambelli, all’epoca dei fatti dirigente del Settore di Protezione Civile del Comune di Genova, quando lo stesso è stato indagato e successivamente imputato per le gravissime ipotesi di reato sopra indicate.

La difesa è stata fin da subito finalizzata a chiarire quelli che erano i concreti poteri ed i doveri specifici di attivazione (la “posizione di garanzia”) ricadenti sulla persona dell’Ing. Gambelli ed a mettere in luce come quest’ultimo avesse fatto tutto quanto in suo potere per evitare il disastro o, quanto meno, per mitigarne le drammatiche conseguenze.

Tale ragionamento difensivo si è sviluppato, sia con riferimento alla fase preventiva (ossia, i giorni precedenti all’alluvione, in cui il Comune di Genova ha deciso di lasciare aperte le scuole; per la Procura da questa decisione sarebbero derivati alcuni degli omicidi colposi contestati), sia con riferimento agli interventi operati il giorno dell’evento atmosferico (4/11/2011).

Nello specifico, si è trattato di una difesa di tipo tecnico, basata fondamentalmente sui documenti che delineavano i poteri dell’Ing. Gambelli in allora, volta, da un lato, a dimostrare come il direttore del Settore di Protezione Civile non avesse poteri specifici in materia di chiusura delle scuole e di gestione della viabilità urbana, dall’altro, a segnalare tutta l’attività preventiva dell’evento ed impeditiva/mitigatrice dei suoi effetti posta in essere dal medesimo Ing. Gambelli.

Dopo un anno e mezzo di indagini, il rinvio a giudizio e lo svolgimento dell’udienza preliminare e, soprattutto,dopo due anni di minuziosa istruttoria dibattimentale, il Tribunale di Genova in composizione Monocratica, nella persona della Dott.ssa Adriana Petri, ha assolto, in data 28/11/2016, l’Ing. Gambelli dalle accuse di disastro colposo ed omicidio colposo plurimo per non aver commesso il fatto.

La formula assolutoria secondo cui “l’imputato non lo ha commesso (ndr, il fatto-reato)”, è ricompresa      dall’art. 530 comma 1 del codice di procedura penale nel novero delle formule assolutorie maggiormente liberatorie per l’imputato e, soprattutto, basate su valutazioni del Giudice di tipo non dubitativo.

Da avvocati penalisti, esperti di diritto penale tecnico, dobbiamo trarre da questa significativa vicenda processuale la conclusione che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare leggendo reportage giornalistici superficiali, esistono nelle Amministrazioni comunali risorse umane competenti ed estremamente qualificate, capaci di fronteggiare situazioni di grave pericolo per l’incolumità dei cittadini.

Sul punto, la convinzione degli addetti ai lavori è che,tuttavia, come segnalato dal Segretario generale dell’ANCI, del tema della responsabilità penale degli amministratori/dirigenti del Comuni, in relazione ad eventi atmosferici straordinari, si dovrà parlare ancora a lungo.

Sono dati di fatto che:

  • In questi ultimi decenni, i mutamenti climatici hanno portato al verificarsi eventi atmosferici repentini quanto violenti, tipici delle regioni tropicali, anche in aree del pianeta caratterizzate, un tempo, da climi più mitigati e stabili (come il versante sud dell’Europa);
  • La scienza meteorologica, pur avendo fatto passi da gigante negli ultimi anni, riesce con una certa sicurezza a prevedere la tempistica degli eventi piovosi, ma non anche, con la stessa certezza, la loro reale intensità e collocazione sul territorio;
  • Un evidente cambio di mentalità nel pubblico, a fronte di gravi eventi calamitosi di origine naturale, chiede e spinge perché vengano sempre individuate delle responsabilità umane (il tema è complesso e non può essere trattato in questa sede, ma basti solo sottolineare come la questione non presenti solo aspetti prettamente giuridici, ma anche psicologici, etici,economici etc.).

Alla luce di quanto sopra, risulta, quindi, chiaro come gli amministratori locali ed i loro dirigenti tecnici, pur nella consapevolezza (nella stragrande maggioranza dei casi) di bene operare nell’interesse della cittadinanza, dovranno sempre più prendere in considerazione un innalzamento del livello di rischio giuridico (anche penale) connesso allo svolgimento della loro attività istituzionale.