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Australia e Animal Law: la mia esperienza presso la Monash University of Law e Animals Australia

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Australia e Animal Law: la mia esperienza presso la Monash University of Law e Animals Australia

 

At the beginning of April, thanks to the invite of the Deputy Director of the Castan Centre for Human Rights Law at the Monash University of Law in Melbourne, Professor Joanna Kyriakakis, I had the opportunity to give a lecture to several Professors of such University about “The evolution of the animals’ rights under the European Law”.

Moreover, I could visit the headquarters of Animals Australia and meet its team, among which two of the most experienced animal advocates in Australia: the CEO and the Legal Counsel of Animals Australia, Glenys Oogjes and Shatha Hamade.

This has been an important educational experience, which has taught me a lot about the Animal Law in Australia and which has allowed me to add additional skills to my knowledge on animals’ rights.

Grazie all’intenso lavoro svolto in questi ultimi anni a favore delle associazioni animaliste in Europa, a inizio anno ho avuto il grande onore di essere stata contattata e invitata dalla Professoressa e Deputy Director del Castan Centre for Human Rights Law presso la Monash University of Law di Melbourne, Joanna Kyriakakis, a tenere una lecture ad alcuni Professori di tale università sul diritto degli animali e sulle sue evoluzioni all’interno del diritto dell’Unione europea.

Pertanto, a inizio aprile mi sono recata a Melbourne dove ho potuto visitare uno degli splendidi campus della Monash University in cui sono situati gli edifici della facoltà di legge. Tale università è pubblica ed è tra le migliori in Australia e tra le prime 100 al mondo.

Inoltre, curiosamente, il suo motto è: “Ancora imparo” (scritto proprio testualmente in italiano), frase pronunciata da Michelangelo che ci ricorda che non si finisce mai di imparare.

La Monash University of Law è una delle 15 università australiane in cui è presente un corso dedicato all’Animal Law, materia che viene insegnata da quasi 20 anni e che ogni semestre vede la partecipazione di oltre 250 studenti i quali non solo studiano la normativa dedicata al tema ma svolgono pure tirocini gratuiti presso le ONG di protezione animale.

Il 9 aprile ho quindi tenuto la mia lecture in presenza di Professori di Animal Law, Environmental Law e diritto dell’Unione europea, che sono rimasti molto colpiti dalla legislazione europea dedicata alla salvaguardia del benessere degli animali, soprattutto da allevamento, la quale ha visto la sua nascita sin dal 1970.

A tale proposito, sebbene la ratio iniziale del legislatore europeo nell’emanare questa normativa fosse evidentemente legata alla necessità di assicurare che il mercato comune dell’Unione europea funzionasse efficacemente e che ci fosse una parità di condizioni tra i settori economici dei diversi Stati membri (se gli standard di allevamento, trasporto e macellazione fossero differenti tra gli Stati membri, o se una maggioranza di essi adottasse determinati standard mentre altri no, questo creerebbe uno squilibrio di mercato), con l’inserimento nel Trattato di Lisbona dell’articolo 13 TFUE che riconosce gli animali come “esseri senzienti” si è voluto dare una maggiore visibilità, peso e legittimità all’importanza del rispetto del benessere degli animali, dandogli così un vero e proprio riconoscimento giuridico.

Ed infatti, le leggi sul benessere animale vigenti in Europa sono tra le più avanzate al mondo e il “modello europeo” è preso come esempio da Stati Uniti ed Australia, il che non può che rendermi orgogliosa.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica poiché c’è ancora tanta strada da fare prima di poter affermare che il corpo legislativo europeo dedicato agli animali sia strutturato in maniera tale da offrirgli una protezione totale, dal momento che in diversi Stati membri c’è spesso una scarsa applicazione di alcuni Regolamenti e Direttive in questa materia e, pertanto, sarebbe innanzitutto necessaria una maggiore vigilanza da parte della Commissione europea.

Infine, nel corso della mia esperienza australiana, grazie alla Legal Counsel di Animals Australia (una delle più importanti associazioni di protezione animali in tale continente), Shatha Hamade, che l’anno scorso era venuta a trovarmi a Genova al termine di una lunga investigazione realizzata dalla sua ONG in Medio Oriente ed in Egitto, ho potuto visitare la sede di tale associazione e conoscere il suo magnifico team tra cui il CEO, Glenys Oogjes, che è una vera leggenda tra i sostenitori dei diritti degli animali.

Inoltre, poiché proprio in quei giorni Animals Australia ha diffuso la loro ultima investigazione relativa all’esportazione via mare di animali vivi dall’Australia al Medio Oriente, nella quale è stato purtroppo dimostrato tramite un video a dir poco scioccante che gli animali presenti su tali navi sono sistematicamente trasportati in condizioni estreme, senza il minimo rispetto della normativa australiana dedicata al tema (basti pensare che in un solo viaggio in agosto 2017 sono morte circa 2.400 pecore per stress dovuto al caldo estremo a bordo di una nave da Perth a Doha in Qatar), ho avuto anche l’opportunità di aiutarli e di lavorare per loro. Grandissima esperienza formativa che mi ha dato modo di apprendere qualcosa in più sull’ordinamento giuridico australiano di Common Law.

In conclusione, nel pieno spirito del motto “Ancora imparo”, posso affermare con certezza che questo viaggio non solo mi ha dato l’opportunità di imparare moltissimo su un sistema giuridico diverso dal nostro, di approfondire le mie conoscenze sul diritto degli animali e di confrontarmi con persone che sono vere e proprie eccellenze nel loro campo di attività, ma ha anche rafforzato le mie certezze relative al fatto che l’Animal Law, che permette agli Avvocati di pensare veramente in modo creativo utilizzando le proprie competenze per proteggere creature che non hanno alcun riconoscimento legale formale al di fuori del loro status di proprietà, è vista sempre più con maggiore importanza e attenzione.

Ciò detto, mi auguro quindi che anche le nostre Università di Giurisprudenza, guardando oltreoceano, capiscano presto le potenzialità di questo corso di studio.

 

Manuela Giacomini

m.giacomini@contegiacomini.net